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Dei 483 comuni definiti "centri balneari" dal Touring Club, Legambiente, insieme ai suoi circoli locali, ne ha selezionati quasi 300. Sono quelli che presentano un'offerta turistica di qualità ed un buono stato di conservazione dell'ambiente marino e costiero. E' bene specificare che tutte le località prese in considerazione hanno totalizzato un punteggio superiore alla sufficienza: come dire che ognuna delle località presenti nella Guida Blu merita di essere scelta come meta per una vacanza più o meno breve, per una gita durante il fine settimana o almeno per una visita di passaggio. Su ognuno di questi Comuni sono stati raccolti dati sulle caratteristiche ambientali e ricettive, integrati con le valutazioni espresse dai circoli di Legambiente e dall'equipaggio della Goletta Verde di Legambiente. Il giudizio attribuito a ciascuna località, dalle 5 vele assegnate alle dieci migliori fino ad 1 vela, è dunque il frutto di valutazioni ricche ed approfondite. I parametri presi in esame possono essere suddivisi grosso modo in due categorie: la qualità dei servizi ricettivi e la qualità ambientale del territorio. Così, vi saranno certamente località naturalisticamente più significative delle dieci premiate con le 5 vele, ma che non offrono servizi turistici di eccellenza. Come ve ne sono altre con strutture ricettive impeccabili dove, però, il territorio marino e costiero è stato più o meno gravemente compromesso. Per la prima volta Guida Blu ha provato a sistematizzare le informazioni ambientali e "turistiche" relative alle località costiere prese in esame allo scopo di fornire una valutazione dello stato di conservazione e gestione del territorio e del mare, dell'attrattività dei fondali, del livello dei servizi pubblici e dell'accoglienza, della promozione delle risorse territoriali, della sostenibilità turistica, dell'impegno nell'applicazione di efficaci politiche ambientali (riduzione dei consumi idrici ed energetici, diminuzione della produzione dei rifiuti e incremento della raccolta differenziata, incentivazione di una mobilità sostenibile, produzione locale di energia da fonti rinnovabili). I numerosi parametri utilizzati in passato sono stati quindi adoperati per strutturare un set d'indicatori (21) i cui valori hanno determinato la graduatoria finale. Le informazioni di base necessarie per la costruzione degli indicatori sono state raccolte da banche dati nazionali (tra cui Istat, Ancitel, Cerved, Ministero della Salute, Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Enit, Touring Club, Enel) e attraverso le valutazioni espresse dai circoli di Legambiente e dall'equipaggio della Goletta Verde di Legambiente. Per ciascun indicatore si è costruita un'apposita scala di riferimento che va da una soglia minima (che può essere più bassa o più alta del peggior valore registrato), al di sotto della quale non sono stati attribuiti punteggi, fino a un "obiettivo" che rappresenta il limite da conseguire per ottenere il punteggio massimo. Per l'identificazione della soglia minima ci si è basati su indicazioni normative, limiti minimi desiderabili o sui peggiori valori registrati. In maniera simile, l'individuazione dell'obiettivo è avvenuta anche tenendo conto dei migliori risultati raggiunti. La scelta degli indicatori e successivamente la loro attribuzione a differenti macroaree ha tenuto conto di alcuni requisiti chiave, definiti e riconosciuti in ambito europeo anche con il contributo della Associazione VISIT. I requisiti
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I PUNTEGGI OTTENUTI DA VIESTE NELLA GUIDA
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